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a tavola con lo Chef Ettore Moliteo, Hotel Raphael_Roma

Lo Chef Ettore Moliteo è giovane, è nato nel 1990.
Ma porta un nome antico, che ben racconta uno spirito innovativo ma radicato nelle tradizioni come il suo.  Ettore è il nobile eroe e principe della guerra di Troia cantata da Omero, e Meliteo è il figlio di Giove e della ninfa Otreide, che abbandonato nel bosco da piccolo viene cresciuto dalle api e da loro nutrito di dolcezza.

E poiché nomen omen ( il nome è un presagio ), mi sono seduta alla sua tavola con curiosità. E qualche aspettativa.

Prima di incontrarci e scambiare quattro chiacchiere, lo chef Meliteo mi ha raccontato di se attraverso i suoi piatti.
Nella splendida cornice della terrazza dell’Hotel Raphael nel cuore di Roma in Largo Febo, mi sono goduta un tramonto rosa intenso, ho bevuto un vino eccezionale e occhi e papille sono stati deliziati dalla serie di piatti che ho scelto di gustare.

la vista con il Chiostro del Bramante e San Pietro

L’Hotel Raphael è un unicum nel suo genere. Un cinque stelle lusso membro dell’Associazione Relais&Chateaux con una forte connotazione ecologica e bio sostenibile. Il progetto del ristorante sotto le stelle nella bellissima terrazza dalla quale si domina una Roma da sogno, nasce da subito con la vocazione di essere vegetariano e  vegan, per volontà del Dott. Vannoni, direttore del Raphael. Quando il ristorante Mater Terrae ha aperto da subito si è vista la direzione che intraprendeva, con un restyling completamente eco sostenibile, materiali vegan (sono stati banditi pelle, lana, seta dagli arredi) e la consulenza dello Chef stellato Pietro Leeman. Insomma, un unicum nel suo genere. Ed Ettore Moliteo proviene dalla scuola di Pietro Leeman, avendo lavorato con lo chef del Joia e avendo da lui appreso molte tecniche innovative nella cucina a base vegetale. Ma la sua non è una storia di formazione, ma di passione. Dopo aver studiato al Liceo Scientifico e aver frequentato un anno all’Università la facoltà di Ingegneria Elettronica, Ettore decide di ascoltare la sua passione per la cucina. E cambia strada, facendolo con dedizione e grande lavoro. Frequenta la scuola del Gambero Rosso di Catania, poi lavora a Ragusa presso la Locanda Don Serafino e approda alla Fattoria delle Torri di Pebbe Barone, chef di riferimento della cucina siciliana. Da questo momento per lo chef Moliteo è un crescendo, dallo stage al Joia a Milano, al ritorno in Sicilia, poi di nuovo al Joia dove Leemna lo vuole accanto a sé in cucina, poi a Taormina e infine a Roma, al Raphale, dove dal febbraio del 2017 dirige l’orchestra della cucina del Mater Terrae.

Ed ecco come lo Chef si è raccontato con le portate che ho scelto:
ad accoglierci un piccolo antipasto omaggio, una sformatino con funghi  e zucca, accompagnato da una maionese al pepe nero ed una ai lamponi, con germogli di porri e maggiorana. L’equilibrio tra le consistenze è veramente accattivante, così come quello dei sapori nel gioco tra il dolce e polposo della zucca e il tocco di acido e fresco del lampone.
La mia scelta poi va su un antipasto e un secondo, come spesso faccio, e sono premiata:
Wild, l’antipasto, è un piatto dai colori freschi e dal sapore estivo: una composizione di asparagi ed avocado, che si potenziano nell’ accostamento, con foglie croccanti di spinaci e gelatina di pomodori piccadilly e datterini. Bello da vedersi, per goderselo sia con gli occhi che con il palato.

Anima Mundi

Per secondo ho optato per Anima Mundi  un cremosissimo tortino di patate, ceci e spinaci con sopra delle foglie di insalatina, delle cialde al carbone vegetale e due salse, una citronette alla fragola e una salsa alla thaina e peperoncino.
Dulcis in fundo il cannolo. La ricotta di mandorle è qualcosa che non si può descrivere: setosa, piena, saporita, dolce al punto giusto, profumata.  La cialda è croccante e friabile, il gelato ai lamponi accostato al cannolo semplicemente leggiadro. Una meraviglia.

sua maestà il Cannolo

Ho bevuto anche dell’ottimo vino, guidata dalla sapienza del sommelier, che mi ha consigliato per accompagnare i piatti scelti un Verdicchio dei castelli di Jesi, Campo delle Oche San Lorenzo 204, e una Malvasia e Trebbiano, Ageno, La Stoppa 2012.

E poi ho scambiato qualche parola con lo Chef Moliteo.
Ho incontrato un giovane uomo profondamente educato e innamorato del suo lavoro, gentile nei modi e raffinato nella scelta delle parole. Mi ha raccontato del suo amore per la Sicilia, della grande scoperta che la cucina a base vegetale ha per lui riservato, dello studio che dedica al suo lavoro e del valore delle sue radici culinarie. Quando era bambino osservava la madre cucinare, e quell’amore che ha respirato per la cucina traspare in quello che fa. La sensazione è stata quella di essere alla tavola di una bella promessa dell’Olimpo dei Fornelli, sono sicura che sentiremo parlare ancora di questo giovane e gentile Chef.

per prenotare un tavolo sulla terrazza del ristorante Mater Terrae, Hotel Raphael, ecco i riferimenti:

 Largo Febo 2, vicino Piazza Navona00186 Roma, Italia
+39 06 682831

Comments

  • Elisabetta Cappugi
    reply

    What a lucky opportunity !

    5 agosto 2018

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